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Posts Tagged ‘ugrave’

Break

In que­sto primo mese del 2010 credo che la mia media di post sia stata la più alta da quando ho il blog… mamma mia, sono quasi sette anni. Ne sono con­tenta, per­ché uno dei miei buoni pro­po­siti è quello di stu­diare, leg­gere e scri­vere di più e se ho spu­tato fuori tanti post è… (con­ti­nua…)

 

Tendenza pallocchio

La coper­tina di Inter­na­zio­nale di que­sta set­ti­mana, dise­gnata da Mark Por­ter e dedi­cata a Inter­net, è bella assai. Ed è il trionfo di quella che io chiamo la “ten­denza pal­loc­chio”, anche se tutti quei tondi colo­rati in gergo si chia­mano bub­ble. Nulla però hanno a che fare con la vita effi­mera delle bolle di sapone… (con­ti­nua…)

 

Un pieno di libri

Nel pacco di IBS arri­vato oggi c’erano: Drive, di Daniel H. Pink. L’autore del best sel­ler A whole new mind si cimenta ora con il tema della moti­va­zione, che non ha più a che fare con premi e ricom­pense, ma con i valori dell’autonomia, della padro­nanza e dello scopo. Per averne un’idea, guar­da­tevi Pink su… (con­ti­nua…)

 

Off topic

Sem­pre più rara­mente scrivo di yoga in que­sto blog, anche se pra­tico e stu­dio la disci­plina non meno della scrit­tura e vi dedico una parte non tra­scu­ra­bile del mio tempo. La verità è che fac­cio sem­pre più cose in una pro­spet­tiva yogica, com­preso gui­dare, stare in fila, viag­giare, scri­vere, inse­gnare, tenere aggior­nato que­sto blog. Quando… (con­ti­nua…)

 

Lavori e CV

Anche il cano­nico cur­ri­cu­lum va bene, ma se ci aggiun­gete sei righe di vostro è meglio. Augh.” Si con­clude così l’annuncio per un redattore/redattrice pub­bli­cato oggi da Witt­gen­stein, e que­sto mi offre l’occasione per: riba­dire quanto sia sem­pre più impor­tante fre­quen­tare e scan­da­gliare i social media per chi cerca oppor­tu­nità nel mondo della scrit­tura e… (con­ti­nua…)

 

Confronti e conflitti: Shakespeare insegna

L’analfabetismo fun­zio­nale e quello di ritorno non sono pro­blemi solo ita­liani, ma afflig­gono anche la Ger­ma­nia, paese che ha una tra­di­zione di alfa­be­tiz­za­zione e di let­tura ben più ricca della nostra. Lo rac­conta un arti­colo della Zeit tra­dotto e pro­po­sto su Inter­na­zio­nale di que­sta set­ti­mana con il titolo Parole povere (in ver­sione ori­gi­nale, Ein Land… (con­ti­nua…)

 
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